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Un casale in campagna.
Una famiglia riunita in attesa di celebrare il funerale del padre patriarca.
Una grande nevicata.
Il passato che riemerge.
Sospetti e tensioni.
Inattesi e comici scontri.
Le contraddizioni dell’essere umano in una storia attuale e toccante.


Il boomerang è un’arma da lancio usata dagli aborigeni per la caccia o in guerra. Percorre una traiettoria curva e può tornare alla persona che l'ha lanciato. Per questo, rappresenta anche un "pericolo" per il lanciatore che è costretto a fuggire per non diventare a sua volta bersaglio.

Metaforicamente la parola “boomerang” viene usata per indicare un'azione che si ritorce contro chi l'ha iniziata, ha una valenza buffa, quasi comica. Si sfugge al proprio boomerang come si sfugge al proprio passato quando ritorna minaccioso.
A distanza di anni si può materializzare improvvisamente la punizione per le malefatte commesse molto tempo prima e che ormai sono perdute nella memoria.

Boomerang è una commedia divertente e scorretta. Si svolge durante una veglia funebre forzata che sprofonda in un caos irriverente, tipico della black comedy.

Il bersaglio è l’ipocrisia della principale istituzione della nostra società, la famiglia borghese con i suoi stereotipi ed il suo perbenismo. Ciò che si consuma o si decide all’interno delle mura domestiche spesso nasconde interessi che si riverberano nella società. Non è un caso che nel nostro Paese, come in molte altre parti del mondo, il potere economico, politico e finanziario sia concentrato nelle mani di poche famiglie che, apparentemente, sembrano tutte irreprensibili, oneste e devote.

Dopo “L’anno della valanga” (2013) e “Prossima fermata Bellinzona” (2015), il Teatro Sociale Bellinzona con questa terza produzione continua il suo lavoro di indagine sui temi legati al territorio. “Kubi” racconta, da una prospettiva particolare, la vita e la carriera calcistica di Kubilay Türkyilmaz, il giocatore bellinzonese di origine turca che, partito dal Semine, la squadra del suo quartiere, e passando per l’AC Bellinzona, è riuscito ad imporsi nel grande calcio internazionale, diventando il bomber della Nazionale svizzera e giocando da protagonista nei più prestigiosi stadi della Champions League. “Kubi” evoca la carriera del calciatore per andare oltre il personaggio. La vicenda si svolge nel vecchio appartamento della famiglia Türkyilmaz il giorno di Inghilterra-Svizzera, partita inaugurale di Euro ‘96. In scena ci sono quattro donne. Tutto ruota attorno alla mamma di Kubi, interpretata da Amanda Sandrelli, una delle attrici più apprezzate del cinema e del teatro italiani. Fra un gol e una ricetta, una chiacchiera e un aneddoto, si parla di calcio per toccare diversi temi a carattere sociale che, con la figura di Türkyilmaz, sono in relazione: le migrazioni, l’integrazione, il disagio giovanile, il razzismo, le disparità sociali, il bisogno di riscatto attraverso lo sport.

 

Con l'ultima serie di repliche a Palermo, al Teatro Al Massimo, lo scorso al 8 aprile, si è conclusa anche la seconda stagione de "Il Bagno" commedia in tre atti con Amanda e Stefania Sandrelli, Claudia Ferri, Serena Iansiti e Ramona Fiorini, con la regia di Gabriel Olivares.
La pièce, un testo della francese Astrid Veillon, ha debuttato nella stagione 2015/2016 con grande successo alla Sala Umberto di Roma mentre è stata in tournée in giro per l'Italia nel 2016/2017, portando con sé un grande carico di risate e simpatia con il suo cast d'eccezione.
Amanda Sandrelli vuole ringraziare tutte le persone che hanno reso possibile questo spettacolo a livello tecnico e tutto il caloroso pubblico che è intervenuto nei teatri tributandogli un grande successo.